Le concessioni degli stabilimenti balneari stanno per cambiare volto. Dopo anni di proroghe, la direzione è ormai chiara: le concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo dovranno essere assegnate tramite gare pubbliche, trasparenti e imparziali. Per chi gestisce uno stabilimento, la domanda non è più “se” arriverà il bando, ma “come farsi trovare pronti”.

Il contesto normativo: dalla direttiva Bolkestein alla legge italiana

Tutto parte dalla Direttiva europea 2006/123/CE, nota come “Direttiva Bolkestein”. Il suo articolo 12 stabilisce che, quando le autorizzazioni disponibili per un’attività sono limitate per scarsità di risorse naturali, gli Stati membri devono applicare una procedura di selezione tra i candidati, con garanzie di imparzialità e trasparenza, di durata limitata e senza rinnovo automatico a favore del concessionario uscente.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza del 14 luglio 2016 (cause riunite C-458/14 e C-67/15, Promoimpresa e Melis), ha confermato che questo principio si applica anche alle concessioni demaniali marittime italiane. Ne è seguita una procedura di infrazione (risoluzione n. 2008/4908) e un lungo braccio di ferro normativo, con ipotesi di proroghe fino a 90 anni prima, e poi l’estensione a 15 anni disposta dalla Legge 30 dicembre 2018 n. 145.

Il punto di svolta più recente è il D.L. 16 settembre 2024 n. 131 (il cosiddetto “Decreto Salva Infrazioni”), convertito nella Legge 14 novembre 2024 n. 166. Questa norma stabilisce che le concessioni in essere restano efficaci fino al 30 settembre 2027, con una proroga tecnica possibile solo in via eccezionale, per motivate ragioni oggettive, fino al termine massimo del 31 marzo 2028. Il principio di fondo è netto: la proroga è l’eccezione, la regola è l’affidamento tramite procedure competitive nel rispetto del diritto dell’Unione Europea.

Come cambierà la valutazione delle offerte

Il criterio di aggiudicazione che si va delineando per le nuove gare è quello dell’Offerta Economicamente Più Vantaggiosa (OEPV). In pratica: non vincerà chi offre il canone più alto, ma chi dimostra di saper gestire meglio la concessione. L’offerta economica sarà solo uno degli elementi di valutazione, e nemmeno il più pesante.

Le commissioni di gara valuteranno l’intero progetto di gestione dello stabilimento su più fronti: organizzazione e gestione degli spazi, sicurezza dei bagnanti, tutela dell’ambiente, accessibilità e inclusione, qualità dei servizi offerti, piano degli investimenti, esperienza e capacità gestionale, innovazione e digitalizzazione.

Un esempio di griglia di valutazione (simulazione su 100 punti)

Criterio di valutazione Punteggio massimo
Organizzazione e gestione dello stabilimento 20
Sicurezza dei bagnanti e gestione delle emergenze 15
Gestione ambientale 15
Accessibilità e inclusione 10
Qualità dei servizi 10
Piano degli investimenti e manutenzione 10
Innovazione e digitalizzazione 5
Responsabilità sociale e parità di genere 5
Esperienza e capacità gestionale 5
Offerta economica (rialzo del canone) 5
Totale 100

Simulazione a scopo illustrativo, basata sui criteri più ricorrenti nel dibattito sulle future procedure di gara. I criteri e i pesi effettivi dipenderanno dal bando pubblicato da ciascun Comune.

In un confronto simulato tra due stabilimenti, quello con un progetto di gestione completo e certificato può arrivare a 93 punti su 100, contro i 54 di uno stabilimento con un progetto parziale — anche se quest’ultimo offre un canone più alto. Vince chi dimostra qualità, sicurezza, sostenibilità e organizzazione in modo completo e verificabile, non chi paga di più.

Come trasformare la qualità della gestione in punti concreti

La domanda che si pone chi gestisce uno stabilimento è semplice: come dimostro alla commissione che lavoro bene, che sono sicuro, organizzato e attento all’ambiente? La risposta più solida sono le certificazioni rilasciate da un ente terzo indipendente, che trasformano affermazioni generiche in evidenze oggettive e verificabili.

  • ISO 13009 — gestione organizzata ed efficiente dello stabilimento balneare: servizi, sicurezza, risorse umane, soddisfazione del cliente.
  • UNI 11911 — sicurezza delle attività balneari: piano di salvataggio, valutazione dei rischi, presidi e attrezzature di sicurezza, esercitazioni.
  • ISO 14001 — sistema di gestione ambientale: gestione dei rifiuti, risparmio di acqua ed energia, riduzione dell’impatto ambientale.
  • UNI/PdR 125:2022 — parità di genere nel contesto lavorativo: equità retributiva, conciliazione vita-lavoro, inclusione.

Le certificazioni non assegnano punti in automatico — è il bando a stabilire i criteri — ma permettono di documentare con evidenze oggettive il possesso dei requisiti premianti, rendendo l’offerta tecnica più solida e credibile agli occhi della commissione.

Il ruolo dei Criteri Ambientali Minimi (CAM)

I CAM sono i requisiti ambientali stabiliti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) che le Pubbliche Amministrazioni devono inserire negli appalti pubblici nell’ambito del Green Public Procurement. Ad oggi non esistono CAM specifici per gli stabilimenti balneari, ma nelle gare per le concessioni possono essere richiesti o premiati requisiti ambientali coerenti con la loro filosofia: raccolta differenziata, riduzione della plastica monouso, detergenti ecologici, illuminazione LED, impianti fotovoltaici, riduzione dei consumi idrici, monitoraggio dei consumi, tutela delle dune e della biodiversità, materiali sostenibili per arredi e passerelle.

La ISO 14001 resta lo strumento più efficace per dimostrare, con evidenze oggettive, la capacità dell’organizzazione di rispondere a questi requisiti.

Il tuo stabilimento sarebbe pronto, se oggi uscisse il bando?

Prepararsi oggi significa arrivare alla gara con un vantaggio competitivo concreto. Alcune domande utili per fare un primo check:

  • Hai procedure operative documentate?
  • Hai un piano della sicurezza aggiornato?
  • Hai un piano ambientale?
  • Tutte le manutenzioni sono registrate?
  • Il personale è formato e la formazione è documentata?
  • Riesci a dimostrare, con evidenze verificabili, la qualità della tua gestione?

Se anche solo a una di queste domande la risposta è “no”, è il momento di iniziare a colmare il divario: i tempi di un percorso di certificazione non sono immediati, e chi parte per tempo arriva alla gara con un progetto di gestione già solido, invece di improvvisarlo all’ultimo momento.

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